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Ville Medicee

Villa La Magia

Quello che caratterizza fortemente la Magia, a differenza di altre ville antiche, è il fatto di essere stata abitata fino a pochi anni fa. Nei primi anni di questo secolo infatti gli arredi che oggi possiamo vedere erano ancora utilizzati, le cucine erano piene di vapori e profumi e quel che adesso appare come un gioiello di storia e d’arte era una casa “viva”. L’ultima proprietaria, la contessa Marcella Pagnani Amati Cellesi, per diverso tempo ha vissuto da sola alla Magia. Tra le sue passioni possiamo ricordare ancora oggi il giardino, per cui aveva attenzione e cure particolari: chi ha visitato la Magia quando c’era la contessa, ricorda sicuramente i numerosi vasi di fiori stagionali che, fin dai primi mesi primaverili, ornavano il giardino. Libri e riviste, ma anche numerosi oggetti d’arredo e utensili, ricordano ancora oggi l’origine italo-americana della contessa Marcella, grande appassionata anche di musica, come testimoniano i due pianoforti tuttora conservati nella sala d’ingresso della Villa. Accanto alle iniziative dell’Amministrazione comunale, che utilizza regolarmente questi spazi per i propri eventi, mettendoli a disposizione anche di tutta la comunità, per eventi e iniziative di vario genere, si stanno sviluppando importanti progetti di promozione della Magia, per la valorizzazione di tutta la città di Quarrata. Tra i più importanti e significativi, è doveroso ricordare il progetto di arte contemporanea “Genius loci – Lo spirito del luogo”, che a partire dal 2005 ha visto crescere il patrimonio di arte contemporanea della Villa, con opera di Fabrizio Corneli, Anne e Patrick Poirier, Marco Bagnoli, Hidetoshi Nagasawa e Maurizio Nannucci, tutte realizzate con l’essenziale contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. Per la storia fin qui ripercorsa, Villa La Magia è uno degli elementi più rappresentativi del territorio di Quarrata e costituisce una delle emergenze architettoniche più prestigiose di tutto il Montalbano, per cui è stato richiesto il riconoscimento dell’Unesco come patrimonio dell’Umanità. La Magia è inoltre al centro del progetto “Abitare l’Arte”, inserito nei PIUSS e finanziato dalla Regione Toscana, per lo sviluppo economico. Alcuni ambienti della Villa saranno destinati alla realizzazione di un laboratorio tecnologico-artistico di sviluppo prototipi e design per le produzioni di qualità dell’arredo casa.

Villa Medicea di Poggio a Caiano

La Villa Medicea di Poggio a Caiano fu fatta edificare da Lorenzo de’ Medici e dai suoi eredi su disegno di Giuliano da Sangallo tra il 1485 e il 1520 circa, con una probabile pausa tra il 1495 e il 1515 dovuta all’esilio dei Medici. Essa rimase sempre la residenza estiva dei Medici e, oltre ad ospitare numerose personalità. Quando Firenze divenne capitale, Vittorio Emanuele II, amante dei cavalli e della caccia, fece risistemare la Villa: furono costruite nuove scuderie, alcune sale al piano terra vennero ridecorate e il grandioso salone Leone X, al primo piano, si trasformò in una sala da biliardo. Con Vittorio giunse al Poggio anche la “bella Resina”, ossia Rosa Vercellana, una popolana torinese e amante del re e poi sua moglie morganatica. Testimonianza di questa ennesima storia d’amore che ha avuto come teatro la Villa sono due belle camere da letto, visitabili al primo piano. La Villa Medicea di Poggio a Caiano è uno splendido esempio di architettura rinascimentale, che fonde la lezione dei classici (in particolare Vitruvio) con elementi caratteristici dell’architettura signorile rurale toscana. L’esterno della Villa ha mantenuto abbastanza intatto l’originale progetto rinascimentale del Sangallo, se si eccettuano le due scalinate gemelle che conducono al terrazzo, erette nei primi del 1800 in sostituzione di quelle originarie. L’interno della Villa ha subito nel corso degli anni diverse trasformazioni che ne hanno modificato l’aspetto originale. Al piano terreno sono visitabili: il cosiddetto appartamento di Bianca Cappello; la sala d’ingresso e la sala dei biliardi e il settecentesco teatro di corte, che ospitò nel 1791 la prima assoluta della farsa in prosa Il Conte Policronio ovvero Le bugie hanno le gambe corte, dì Giuseppe Moneta. Al primo piano si trova l’ambiente più interessante della Villa: il salone Leone X, posto al centro dell’edificio; esso fu terminato probabilmente intorno al 1513. Secondo il Vasari la decorazione della volta appartiene solo in parte al Sangallo: il resto sarebbe opera del Franciabigio e di Andrea di Cosimo Feltrini.

Villa Medicea di Careggi

Acquistata dalla famiglia Medici nel 1417, alla morte di Giovanni di Bicci dei Medici la villa venne ereditata dal figlio Cosimo il Vecchio che incaricò Michelozzo di ristrutturarla. L’intervento fu decisamente consistente ed ebbe come centro generatore il cortile loggiato caratterizzato dalla sua forma trapezoidale. A Michelozzo si deve anche l’apertura delle logge, ai piani superiori, che resero l’edificio più aperto verso il giardino e il paesaggio circostante. Dopo la morte di Cosimo il Vecchio, avvenuta proprio a Careggi nel 1464, seguita cinque anni dopo da quella del figlio, fu il nipote Lorenzo il Magnifico a diventare il capo della famiglia Medici. Qui Lorenzo si riuniva con i suoi amici membri dell’Accademia Platonica ed è qui che passo gli ultimi anni della sua vita fino al 1492, anno della sua morte. Del giardino al tempo di Lorenzo rimangono alcune descrizioni che parlano di una vegetazione composta da mirti, olivi, querce, pioppi, pini, platani, piante di agrumi, spezie, mirra e incenso. Tale descrizione fa pensare ad un giardino articolato in due parti, una coltivata a fiori e frutta ed un’altra che costituiva il selvatico. Con la morte di Lorenzo il Magnifico, inizia un periodo di decadenza della villa interrotto dal cardinale Carlo che dopo il 1615 intraprese un ampio progetto di trasformazione degli interni e del giardino. Passata alla casa Lorena dopo che questi succedettero nel Granducato ai Medici, la proprietà venne venduta nel 1779 a Vincenzo Orsi. La famiglia Orsi nel 1848 la rivendette al ricco inglese Francis Sloane, geologo e studioso di scienze naturali. A Sloane si devono gli interventi di trasformazione del giardino con la creazione del parco “romantico”, nel quale utilizzò molte specie arboree esotiche tuttora esistenti (cedri del Libano e dell’Himalaya, sequoie della California , corbezzoli di Grecia, palme), e la costruzione di una limonaia dove si trovavano, una preziosa collezione di agrumi, e molte varietà di palme. Dopo la morte di Sloane, la villa cambiò più volte proprietà, fino al definitivo acquisto da parte dell’Arcispedale di Santa Maria Nuova nel 1936.

Castello di Cafaggiolo

La Villa Medicea di Cafaggiolo, detta anche Castello di Cafaggiolo, si trova nel comune di Barberino di Mugello, a nord di Firenze ed è una delle ville medicee più legate alla storia dei Medici. In passato, veniva indicata anche come Cafaggiolo, com’è indicato nella famosa lunetta di Utens della fine del XVI secolo. Dal 2013 la villa rientra nell’elenco del patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Appartenne alla famiglia sin dalla metà del XIV secolo e fu ristrutturata da Michelozzo su incarico di Cosimo il Vecchio in una data molto incerta tra il 1428 ed il 1451. Il Vasari la indica come il primo progetto di Michelozzo in una delle ville di famiglia, anche se alcuni studi recenti metterebbero la vicina Villa del Trebbio come quella di più antica ristrutturazione. La struttura ebbe un tripic e ruolo tipico delle prime ville-fortezze: struttura militare difensiva, posta strategicamente sulla via tra Bologna e Firenze, centro economico importante al centro di trentuno fattorie e di un’imponente produzione agricola e luogo ameno di riposo e svago rispetto alla routine cittadina. Abitata in genere nel periodo estivo, fu amata da Lorenzo de’ Medici, che vi risiedette nell’adolescenza e vi ospitò spesso la sua corte di filosofi umanisti: Pico della Mirandola, Marsilio Ficino e Agnolo Poliziano. Secondo la tradizione qui Lorenzo compose il poemetto intitolato La Nencia da Barberino, dedicato a una bellezza del luogo. L’interno conserva ancora alcuni elementi originari dell’epoca di Michelozzo: i motivi decorativi del portone, i capitelli e i peducci delle decorazioni in pietra serena, eccetera. A sinistra dell’edificio esistono ancora le scuderie di epoca cinquecentesca, mentre al posto del giardino posteriore originario con aiuole geometriche e fontane oggi esiste un bosco di alberi secolari che circonda la tenuta. Attualmente all’interno della villa sono custoditi le copie, realizzate dal pittore Carmine Fontanarosa, di una serie di ritratti di personaggi famosi appartenenti alla casa Medici.

Villa Medicea del Poggio Imperiale

La Villa Medicea del Poggio Imperiale si trova sul colle di Arcetri, sul sistema del Viale dei Colli a Firenze. Originariamente era una villa medicea chiamata di Poggio Baroncelli, anche se oggi è la villa medicea dall’aspetto meno rinascimentale, legata soprattutto al periodo barocco e neoclassico. La Villa è una delle poche ville medicee aperta al pubblico come museo, ogni domenica mattina (fuori vacanze scolari). L’unica parte antica rimasta della villa di Poggio Baroncelli è il cortile quadrato che si incontra subito dopo l’ingresso, nucleo originario della primitiva villa. Attorno alle luminose aperture ad arco, chiuse da vetrate, si estendono quattro corridoi decorati da busti antichi inseriti in cornici, nicchie e volute di epoca settecentesca. Questa significativa collezione di sculture fu portata a Firenze da Vittoria della Rovere, ultima erede dei duchi d’Urbino. Al piano terra spicca l’appartamento dei granduchi, affrescato da Matteo Rosselli nelle lunette e nelle volte, e completato da grottesche e altre raffigurazioni nei secoli successivi. Seguono alcune sale neoclassiche e l’appartamento di Pietro Leopoldo, con affreschi, tra gli altri, di Traballassi. Il grande salone del refettorio, con affreschi di Francesco Corallo, venne commissionato da Vittoria Colonna come sala dell’Udienza, e realizzato tra il 1681 e il 1682. Al primo piano l’ambiente più importante è lo scenografico salone delle Feste, edificato tra il 1776 e il 1783 e decorato da stucchi in prevalenza di colore bianco. Nell’adiacente quartiere cinese si trovano le quattro stanze decorate verso il 1775 con carte cinesi dipinte a mano, realizzate in rotoli nei laboratori di Canton specializzati in produzione per le esportazioni, allora molto fiorenti per la moda delle cineserie in Europa. Nei raffinati dipinti è rappresentato un mondo idealizzato e fiabesco, con fiori, uccelli esotici, scene quotidiane spesso mutuate dalla letteratura. Una quinta sala era originariamente rivestita da 88 quadretti (circa 20×30 cm ciascuno) con scene quotidiane e attività lavorative cinesi: provenienti forse da una serie in album, si trovavano in villa almeno dal 1784 e furono successivamente rimossi; oggi ne sono esposti una ventina in cornici dorate ed è in corso il loro restauro nella prospettiva di una risistemazione secondo la disposizione originaria.

Villa La Petraia

La Villa Medicea La Petraia si trova nella zona collinare di Castello, in via Petraia 40 a Firenze. È ritenuta una delle più belle e celebrate ville medicee, collocata in una posizione panoramica che domina la città di Firenze. Nel 1919 la villa venne donata allo Stato Italiano, il quale la destinò, come altre ville, all’Opera Nazionale Combattenti, i quali monetizzarono la proprietà disperdendo arredi e decorazioni, ma anche i terreni stessi che facevano parte dell’immenso parco. La villa tornò allo Stato negli anni ’60 e da allora, con un’impennata dopo il 1984 quando fu istituito il Museo nazionale, è stata oggetto di un lento e impegnativo progetto di recupero sia delle parti strutturali, che degli arredi. La fontana di Fiorenza, con il bronzo di Giambologna alla sommità venne smontata e ricollocata al centro del cortile coperto, dove si trovano oggi anche alcune statue provenienti dalla vicina villa di Castello. I progetti per il futuro della villa sono il recupero dei suggestivi sotterranei, con le antiche cucine ed alcune stanze dove dovrebbero venire esposti i modelli realizzati in occasione della Mostra di giardinaggio del 1931, una curiosa serie di plastici di giardini in miniatura che si trovano in deposito nella villa. La villa è circondata dal verde: sul davanti, in posizione panoramica verso la città, ci sono i giardini formali, mentre sul retro si estende il grande parco all’inglese. I giardini formali sono divisi su tre livelli, sfruttando il pendio irregolare della collina. La terrazza più alta, al piano dell’edificio, dalla quale si gode un’ampia vista di Firenze, è composta da due grandi giardini; quello a est è chiamato prato della figurina e quello a ovest Piano di Ponente o prato dei castagni. Villa La Quiete La Villa La Quiete si trova nella collina di Castello a Firenze ai piedi del Monte Morello. Considerata tra gli edifici più significativi nei dintorni di Firenze, deve il suo nome a un affresco di Giovanni da San Giovanni intitolato La Quiete che domina i venti (1632). La zona dove si trova il complesso era particolarmente amata dalla famiglia Medici, la quale vi possedeva alcune delle sue dimore più belle come la Villa di Careggi, la Villa di Castello e la Villa della Petraia. Il nucleo più antico della villa è quello attorno al primo cortile, più vicino alla strada, dove venne poi addossata la chiesa delle Montalve. Risalgono invece all’Ottocento il salone, i fabbricati a est e la seconda altanza, che bilancia quella un tempo al centro della villa, creando un effetto non allineato alla simmetria del giardino all’italiana. La ricca collezione di opere d’arte, un tempo esposta al primo piano, è oggi conservata in deposito in un ambiente della villa ed è in attesa di essere destinata a un’adeguata sede museale nella villa stessa. Tra le opere spiccano l’Incoronazione della Vergine di Sandro Botticelli e bottega, lo Sposalizio di Santa Caterina di Ridolfo del Ghirlandaio, il Matrimonio mistico di Santa Caterina di Michele di Ridolfo Ghirlandaio. Il giardino formale all’italiana digrada verso sud ed è strutturato simmetricamente con aiuole geometriche, riquadrate da siepi di bosso e ornate da fontane. Una grande scalinata consente l’accesso dalla terrazza della villa, dove sono piantate alcuni alberi di magnolia, alla terrazza sottostante; tra le rampe è collocata una piccola grotta, oggi in condizioni piuttosto precarie.

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