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La Storia

Il Convento





C’era una volta…
Il tutto ha inizio con una prima pietra, sembra posta a fine del 1600 quando all’epoca nell’erigere edifici si utilizzava la tecnica costruttiva dei “contrafforti”, visibili dall’esterno quando passeggerete lungo il muro dell’hotel, prima di arrivare alla “terrazza della conchiglia”, terrazza panoramica da cui si scorge tutta Pistoia e la Cupola del Duomo di Pistoia, nonché in giornate e serate limpide anche il Cupolone del Brunelleschi di Firenze.
Le date non sono certe a causa purtroppo di una mancanza di documentazione smarrita nel tempo e depositata presso l’Archivio Storico della Curia Vescovile di Prato. Si pensa però che l’edificio, Convento Francescano in Pistoia, sia stato ampliato gradualmente proprio come era in uso all’epoca.
Edificato nei primi anni del 1800 da Padre Andrea da Quarata, su terreni donati dall’Arcidiacono Niccolò Sozzifanti, persona nobile e illustre della città di Pistoia.

Il complesso originale è molto semplice come si conviene ad un Convento Francescano. Formato da due piani, un cortile e due chiostri interni dove si affacciavano le celle dei frati e alcune con bellissima vista su Pistoia e Firenze.
I frati Francescani abitarono il Convento fino al 1970. L’unico periodo in cui l’ordine ha dovuto abbandonare i suoi luoghi Sacri è stato durante la Seconda Guerra Mondiale quando l’esercito tedesco ne aveva preso possesso, sfruttando la posizione altamente strategica, pertanto di controllo di tutta l’area circostante (pensiamo come allora la vegetazione più bassa, permetteva migliore visuale di quanto è oggi…).
Alcuni elementi decorativi della struttura sono stati cancellati; basti notare i residui di affreschi che riaffiorano oggi da sotto strati di intonaco presente nell’Antico Refettorio. Nei corridoi che portano verso questo antico luogo, vedrete delle immagini di allora con i soffitti a volta, l’arredamento essenziale.
Il Convento Francescano era circondato da antiche mura, dove presenziano piccoli tabernacoli, una volta impreziositi di terrecotte dell’Impruneta del Favi e disperse nel corso del tempo. Ora invece presenti con ceramiche raffiguranti la vita religiosa e della Via Crucis, eseguite dal Pittore-Scultore e Ceramista Mihu Vulcanescu (1937 – 1994)
Primo luogo che si incontra entrando dalle mura, la Cappella ancora oggi consacrata, ma dove si svolgono funzioni solo su richiesta, costruita nei primi del ‘900 e ristrutturata nel 2017. Vi chiediamo di rispettare il luogo con silenzio e raccoglimento. Dedicata a Fra Giuseppe Giraldi (detto Fra Giuseppino), oggi venerabile, umile frate che visse nel Convento, preposto alla questua nella piana e nei paesi limitrofi cercando di portare pace e fede alla popolazione. Fino al 1972 le Reliquie di Frà Giraldi erano accolte in Cappella, di seguito il Vescovo le trasferì presso il vicino Convento di Giaccherino a Pistoia. Fra Giuseppe Giraldi, detto Fra Giuseppino, oggi venerabile, era un umile frate preposto alla questua nella piana di Pistoia e nei paesi limitrofi, cercava di portare pace e fede alla popolazione. Oggi è presente all’interno della Cappella un ricordo di Fra Giraldi, affinchè sia le mura sia la terra che ha tanto amato non dimentichino i suoi passi, le meditazioni e le sue preghiere.
Potete raccoglierVi in preghiera all’interno della Cappella.

Adiacente alla Cappella, la grande Chiesa la cui entrata è visibile nel portico d’entrata all’antico Convento (chiesa sconsacrata nel 1972 dall’allora Vescovo di Pistoia preso atto del cambio destinazione d’uso del Convento), eretta con un’unica navata centrale, abside e sei cappelle laterali munite di altari con grandi dipinti su tela raffiguranti Sant’Atto con il Vescovo di Pistoia, il Martirio dei frati in Cina e la raffigurazione dell’Assunzione dei Santi, realizzati dal Folchi e datate 1875. Inoltre un coro in legno ancora oggi mantenuto in ottimo stato, e il Tabernacolo, in alto a sinistra, con l’originale scritta in latino. I dipinti all’interno raffiguranti i martiri dei Frati meritano attenzione… una visita è consigliata!
Oggi denominato “Salone Folchi” … dal nome di colui che realizzò i dipinti su tela raffiguranti Sant’Atto con il Vescovo di Pistoia, il Martirio dei Frati in Cina e l’Assunzione dei Santi (datate 1875)… e utilizzato come Salone per i Ricevimenti, Sala Meeting, Salone delle Feste.
L’Antico Refettorio, interno al Convento Francescano, garantiva un luogo ove i frati potevano riunirsi per i loro tranquilli pasti e la convivialità …

Con il passare degli anni il Convento Francescano venne sempre più abbandonato dai Frati, anche a causa della mancanza di vocazioni religiose. Pertanto ne conseguì il trasferimento, negli anni ’70, dell’intera proprietà dalla Curia all’allora Famiglia Petrini. Quest’ultima decidendo per un cambio di destinazione d’uso, dopo una serie importanti e lunghe ristrutturazioni interne ed esterne, ha iniziato l’attività ricettiva, attività che ha incontrato grande sviluppo negli anni ’90 quando divenne il primo luogo di riferimento e di ritrovo per la comunità e per le personalità italiane e straniere di spicco.

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